ANTIGONE 3.0 – Ritratti di donne che hanno sfidato o scelto la mafia

Venerdì 13 gennaio, ore 21.00
Venerdì 3 febbraio, ore 21.00
Venerdì 3 marzo, ore 21.00
Sabato 4 marzo, ore 21.00
Per le scuole secondarie di II grado: 13 gennaio - 3 febbraio - 3 marzo, ore 10.30

Sala Piccola
COMPAGNIA ELEONORA FRIDA MINO
Di e con Eleonora Mino
Con la collaborazione di Roberta Triggiani
Musicisti in scena: Matteo Castellan (fisarmonica), Giulia Subba (violino)
Illustra dal vivo: Giulia Salza
Progetto luci: Simona Gallo



Da sempre, all’interno del mondo mafioso, la figura femminile offre importanti spunti di riflessione: talvolta giocando il ruolo di vittima; altre volte svolgendo la funzione di tutrice della tradizione mafiosa, se non di protagonista dell’attività criminale, con compiti operativi e decisionali.
Poi ci sono le donne contro la mafia: le donne che attraverso il loro impegno e la loro umanità forniscono un contributo essenziale alla lotta contro il fenomeno mafioso e, in generale, alla (ri)costruzione di una società democratica e sana.
A partire dal binomio donne/mafia, una riflessione che riguarda tutta la società e il ruolo che ciascuno dovrebbe esercitare nella lotta contro l’illegalità.

Eleonora Frida Mino racconta la vita di donne ostinate che hanno sfidato o abbracciato la mafia. Di donne che hanno subito il sistema mafioso e donne che hanno scelto la mafia: vittime o carnefici. Quattro protagoniste per tre serate, quattro figure femminili contrapposte tra loro: il bene contro il male (comprese le “zone grigie”), la legalità contro la mafia.
Esempi “in rosa” di chi ha abbracciato la malavita o, se pur indirettamente, sostenuta; e tre di chi al contrario l’ha rifiutata, combattuta anche a costo della propria vita oppure l’ha subita.

Le nuove protagoniste del secondo reading sono Emanuela Loi, poliziotta della scorta di Paolo Borsellino, morta nell’attentato a fianco del Giudice il 19 luglio del 1992, e
Marisa Merico, detta “la principessa della ‘ndrangheta,” a capo, per molti anni, di uno dei più potenti clan a Milano.

Le donne raccontate nel primo e nel secondo reading sono state due “figlie” di mafia, due “scelte di vita” molto diverse: Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo,  e Lucia Riina, figlia di Salvatore Riina.

 

 

 

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