DIECI STORIE PROPRIO COSI’ terzo atto

Lunedì 18 e martedì 19 febbraio ore 10.00

Sala grande

Scuola secondaria di II grado
da un’idea di Giulia Minoli
drammaturgia Emanuela Giordano e Giulia Minoli
regia Emanuela Giordano
con Daria D’Aloia, Vincenzo d’Amato, Valentina Minzoni, Alessio Vassallo
e con Leonardo Ceccarelli (chitarre), e Paolo Volpini (batteria)
musiche originali Tommaso Di Giulio
produzione Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus-Centro di Produzione Teatrale
in collaborazione con Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale e The Co2 Crisis Opportunity Onlus

DIECI STORIE PROPRIO COSÌ è parte integrante del progetto “Il Palcoscenico della legalità” assistenti Giulia Agostini, Noemi Caputo, Tania Ciletti, Ilaria Meli, Giulia Mastalli

il progetto è promosso da
Co2 Crisis Opportunity Onlus, Fondazione Pol.i.s, Fondazione Silvia Ruotolo, Fondazione Falcone, Centro Studi Paolo Borsellino, CROSS-Osservatorio sulla Criminalità Organizzata, DaSud, Italiachecambia.org, in collaborazione con LARCO- Laboratorio Analisi e ricerca sulla criminalità organizzata - Università degli studi di Torino, Università di Pisa - Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione e Master in "Gestione e riutilizzo dei beni e aziende confiscati alle mafie. Pio La Torre dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna.
con il sostegno di Fondazione con il sud

Lo spettacolo è una “ragionata” provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire. È lo svelamento dei complessi legami che si intrecciano tra economia “legale” ed economia “criminale”, legami che uccidono il libero mercato e minacciano gravemente il nostro futuro.

Siamo partite nel 2012 scavando nella memoria, per ricordare chi ha combattuto le mafie. Questo inizio costituisce l’ossatura imprescindibile della nostra esperienza. Da allora abbiamo viaggiato in tutta Italia, approfondendo il tema della lotta alla criminalità organizzata grazie all’aiuto di alcune università italiane e ai tanti testimoni che ci hanno raccontato le loro storie. Sono più di cinquanta le persone che abbiamo conosciuto e cogliamo l’occasione per ringraziarle: sono stati incontri importanti, ci hanno permesso di accrescere la nostra consapevolezza. Per questa ragione abbiamo deciso di concentrarci sul presente, su ciò che accade ora e su quello che ognuno di noi può realmente fare, assumendoci la responsabilità di un cambiamento faticoso, difficile ma irrinunciabile. Abbiamo approfondito il tema della scelta. La criminalità organizzata si sta appropriando della nostra economia e noi non ce ne siamo accorti? E’ una forma di distrazione di massa o siamo complici? Cambia la logica del merito, del diritto, cambiano le regole del profitto e del mercato e siamo incapaci di reagire, ammutoliti e stanchi. Abbiamo tracciato il profilo di personaggi collusi, grazie alla loro complicità le mafie hanno potuto infiltrarsi in tutti i settori dell’economia. E non solo di quella. Ma non è con il disincanto che possiamo combatterli. Non è l’assenza di impegno a salvarci. Per fortuna c’è chi si oppone, rischia, denuncia, indica alternative fattibili a questo degrado. C’è chi sceglie. Vogliamo raccontarvi un’Italia poco conosciuta: il sindaco che combatte le logiche mafiose che intossicano la sua città, il commercialista che contrasta il rapporto tra aziende e denaro sporco, il giornalista, il collaboratore di giustizia, il testimone. Vogliamo farvi conoscere le strategie di impegno di un gruppo di liceali, la sfida di alcuni imprenditori, vogliamo mostrarvi un’Italia viva: aziende, università, comunità che ci propongono un modo diverso di concepire le risorse economiche, gli spazi comuni, la nostra stessa esistenza. Possiamo farlo anche noi. Stare insieme, in teatro, può aiutarci a imparare.

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