EMANUELA LOI La ragazza della scorta di Borsellino

Mercoledì 10 aprile ore 16 e ore 18
Laboratorio 1

Dagli 8 anni
di Eleonora Frida Mino e Roberta Triggiani
con Eleonora Frida Mino
collaborazione alla messa in scena Davide Viano
light design Eleonora Diana
illustrazioni di scena Giulia Salza
realizzazione elementi di scena Valentina Savio e Luca Vergnasco
ideazione finestra scenica Eleonora Diana
liberamente ispirato a “Io, Emanuela, agente della scorta di Paolo Borsellino” di A. Strada
spettacolo allestito presso la Casa Teatro Ragazzi e Giovani di Torino


Flo’ è una ragazzina di dieci anni a cui viene chiesto in quinta elementare che cosa voglia fare da grande.
La sua precisa e convinta risposta scatena in molti compagni prese in giro e insulti.

Flò, grazie alla storia di una donna speciale, ha capito cosa voglia dire “coraggio” e non risponde alle provocazioni, ma decide di condividere la storia con la classe.

Inizia così il racconto della ragazzina che diventa man mano “corale”, durante il quale i compagni, ascoltando la storia della poliziotta Emanuela Loi, disegneranno con Flo, dando vita, a immagini e evocazioni su di lei: dalla Sardegna, sua terra di provenienza, all’accademia di Polizia a Trieste, al suo incarico a Palermo nell’epoca del maxi processo e delle stragi del 1992. Fino ad arrivare ad un vero e proprio murales: ogni volta che scolorirà, nuove generazioni di bambini e ragazzi continueranno a colorarlo.
Alla fine della storia, la classe di Flo comprenderà che cosa ha rappresentato
per Emanuela Loi scegliere il mestiere di poliziotta in un’epoca in cui le donne erano state ammesse da poco, e fare il proprio dovere fino in fondo.
E diventare così, inaspettatamente, un
pezzo di storia: che è di esempio e di speranza per tutte le nuove generazioni.

Lo spettacolo dedicato a Emanuela Loi affronta il tema del coraggio e tocca anche quello della parità di genere.

E che cosa è il coraggio: non assenza di paura, ma la capacità di dominarla.
“Ancora adesso, quando mi capita di aver paura di qualcosa, mi concentro e respiro a lungo. Così riesco a controllare la paura:  questo è il vero coraggio, me l’ha insegnato Emanuela”

LA STORIA DI EMANUELA LOI
La vita di Emanuela Loi viene ripercorsa tappa dopo tappa, rispettando la verità storica dei fatti. Emanuela Loi nasce in Sardegna dove sogna di fare la maestra, sceglie poi di entrare in Polizia per servire la sua terra. E’ un cammino che la fa crescere in fretta, ma senza mai perdere la solarità e l’allegria che la caratterizzano. Non ottiene il trasferimento nella sua isola ma viene inviata in servizio a Palermo, proprio poche settimane prima delle stragi di mafia del 1992. Destinata alla scorta di Paolo Borsellino, Emanuela sente di trovarsi nel cuore pulsante della Storia.
Emanuela Loi restò ferma al fianco del Giudice, fino alla fine. Fu la prima agente di Polizia a restare uccisa in servizio.
L’attrice Eleonora Frida Mino ci conduce in un viaggio che parte dalla Sardegna, terra a cui Emanuela è profondamente legata, e dove vive con
entusiasmo le festose tradizioni locali, circondata dai suoi affetti e da un mare e un cielo immenso. Lascerà l’isola verso Trieste per frequentare la Scuola Allievi di Polizia per un intenso periodo di formazione. Lì prenderà consapevolezza del suo innato senso del dovere che la preparerà solo in parte al suo trasferimento a Palermo nel Servizio Scorte.
Un viaggio che si concluderà con un imprevisto appuntamento col destino.

EMANUELA LOI
(Cagliari, 9 ottobre 1967 – Palermo, 19 luglio 1992)

E’ stata la prima agente donna della Polizia di Stato a restare uccisa in servizio, morta nella Strage di via D’Amelio.
Insignita della Medaglia d’oro al valor civile:
«Preposta al servizio di scorta del giudice Paolo Borsellino, pur consapevole dei gravi rischi cui si esponeva a causa della recrudescenza degli attentati contro rappresentanti dell’ordine giudiziario e delle Forze di Polizia, assolveva il proprio compito con grande coraggio e assoluta dedizione al dovere. Barbaramente trucidata in un proditorio agguato di stampo mafioso,
sacrificava la vita a difesa dello Stato e delle Istituzioni.»
A lei sono state dedicate scuole e piazze in tutta la Nazione. La figura di Emanuela Loi è raccontata rispettando verità e fatti storici, con particolare attenzione sia alle sfumature di giovane donna con un grande amore per la vita, che a quelle della coraggiosa Agente di Polizia.
Emanuela non nasce “eroina”, non sceglie di sacrificare la sua vita per lalegalità: ha dubbi, paure, ma resta sempre ferma al suo posto, come
angelo custode del Giudice, ascoltando il grande senso del dovere e operando in base ad un profondo amore per la giustizia.

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