ADOTTA UN MONUMENTO

Il Liceo Artistico Renato Cottini
adotta la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino

Domenica 5 maggio dalle ore 10 alle ore 13
Un giorno tra ARTE e TEATRO

Domenica 5 maggio gli allievi della classe 2 C del Liceo Artistico “Renato Cottini”, seguiti dalla Prof.ssa Antonella Martina, si trasformano in ciceroni nella visita della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, struttura della Città di Torino inaugurata nel 2006.

Verranno svelati i molteplici aspetti (storico-iconografici, urbanistico-ambientali, sociali) dell’ex cabina AEM (Ing. Clemente Bornati 1927-‘28) al progetto di recupero in sala teatrale, ad uso della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus.

PERCORSO VISITA (della durata di circa 40 minuti)

  1. ESTERNO: Storia della centralina, recupero dell’edificio, descrizione della facciata
  2. FOYER: atrio, scala, complementi d’arredo, presentazione spazi
  3. SALA PICCOLA, CAFFETTERIA, ARENA
  4. SALA GRANDE: platea, carro ponte, sistema di illuminazione, pannelli fonoassorbenti, palcoscenico, cabina regia
  5. CAMERINI, LABORATORI

PRENOTAZIONI VISITE – n. 5 VISITE

Ore 10.00 – 15/20 persone max
Ore 10.30 –  15/20 persone max
Ore 11.00 – 15/20 persone max
Ore 11.30 – 15/20 persone max
Ore 12.00 – 15/20 persone max

Ingresso gratuito previa prenotazione obbligatoria

INFO:  tel. 011/19740280 – biglietteria@casateatroragazzi.it

 

Perché adottare la Casa del Teatro? Lo abbiamo chiesto direttamente agli studenti.

La risposta è semplice. Il Liceo “Renato Cottini” è una scuola d’arte, un liceo artistico, dove si studiano il colore, i linguaggi artistici e multimediali, le diverse modalità espressive legate alla creatività e anche al teatro. Infatti da noi c’è l’indirizzo di scenografia che può essere considerato per molti studenti una porta verso il mondo del teatro. E quindi perché non cercare un contatto con un ambiente a noi affine? Volevamo adottare un monumento diverso, fuori dal comune. Ecco che, tra noi studenti della 2 C, è nata l’idea della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani.

Questo bell’edificio era in origine una cabina elettrica costruita negli anni Trenta per portare l’energia elettrica allo stadio comunale. Un piccolo edificio industriale che ha smesso di funzionare negli anni Settanta fino a metà degli anni Novanta quando l’Amministrazione Comunale, su sollecitazione del noto e storico Teatro dell’Angolo, volle realizzare un sogno che aveva nel cassetto da tempo: costruire un teatro per le nuove generazioni. E ha incominciato a immaginare la trasformazione della vecchia cabina dell’AEM: da luogo di lavoro e produzione a spazio teatrale pubblico per il tempo libero rivolto alla cittadinanza.

A curare e a coordinare il progetto di recupero e di riconversione dell’edificio è stato l’Arch. Agostino Magnaghi insieme con il gruppo di architetti dell’edilizia pubblica del Comune di Torino. La parte esterna, a parte l’inserimento della bussola d’entrata e il finestrone del primo piano, non è stata toccata, mentre l’interno è stato totalmente modificato anche se sono stati mantenuti e conservati gli assi portanti della struttura originaria.

Ecco che cosa si trova all’interno:

  • pian terreno – foyer, biglietteria sala teatrale piccola (100 posti) e sala teatrale grande (300 posti), camerini, la scala a chiocciola
  • piano superiore –  gli uffici, le sale riunioni, la cabina di regia
  • piano inferiore – la caffetteria, i servizi e uno spazio espositivo.

E all’esterno:

  • il cortile davanti all’ingresso per attività ludiche collettive
  • la cavea, uno spazio che consente di svolgere diverse attività espressive

La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani ospita, produce e rappresenta spettacoli per tutti: bambini, ragazzi, giovani e famiglie. Il cartellone comprende 100 titoli all’anno per un totale di 250 rappresentazioni. Organizza rassegne, convegni, corsi di formazione e seminari. Organizza laboratori e corsi di formazione teatrale rivolti a bambini e giovani di diverse fasce d’età. Si calcola intorno a 40.000 il numero degli spettatori annuali. Un bel numero, vero?

Torino può ben definirsi capitale del teatro per e dell’infanzia perché è stata tra le prime in Italia a dedicarsi all’espressione teatrale di piccoli e giovani, all’animazione teatrale. Non recitazione di testi di classici imparati a memoria ma invenzione di storie attraverso il coinvolgimento diretto dei ragazzi. Non una scuola per piccoli attori in erba ma laboratori finalizzati alla socializzazione, al superamento della timidezza e allo sviluppo di competenze comunicative e culturali.  Un modo per divertirsi con intelligenza e creatività.

 

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