Marco Canta e Laura Edera

MARCO CANTA

Vice Presidente di FondazioneOz e Direttore di CasaOz, Marco coltiva fin da giovane una profonda passione per il sociale che nel tempo è divenuta una competenza nel leggere i bisogni delle persone e delle organizzazioni. 
La formazione in Scienze Politiche e l'esperienza in associazioni come la Gioc e il Gruppo Abele gli hanno permesso di acquisire metodo, visione e capacità di costruire reti e comunità, mentre il ruolo di Presidente della cooperativa Orso gli ha consentito di sviluppare una visione di impresa. 
Da sempre pensa che non basti essere persone di buona volontà per cambiare il mondo: occorre guardare alla realtà con i piedi per terra e coltivare passione e tenacia. 
Popolare la vita di sogni è il suo desiderio più umano e con orgoglio ha potuto in questi anni contribuire a far crescere CasaOz e MagazziniOz. Se nel mondo Oz è uno dei pochi con una storia professionale che ha radici nel Terzo Settore, Marco è convinto che sia dall'incontro di mondi diversi che nascono le migliori progettualità.
"Fai il lavoro che ami e non lavorerai per tutta la vita" è la spinta che tutti i giorni lo aiuta ad alzarsi felice per andare al lavoro. 

LAURA EDERA

Coordinatrice di CasaOz, Laura proviene da un percorso variegato che le ha permesso di sviluppare competenze progettuali e gestionali e una naturale attitudine al lavoro di squadra e alle relazioni, sia interpersonali che istituzionali.
Nel suo lavoro guarda con attenzione ai processi, alle persone e alle dinamiche organizzative, con l’obiettivo di creare valore concreto nei contesti in cui si inserisce. È convinta che le idee — quando sono progettate con cura — possano davvero trasformare i luoghi e le comunità. Per lei, la complessità non è un ostacolo ma un motore creativo.
Il suo approccio design oriented la porta a pensare per sistemi, a osservare i bisogni reali e a costruire soluzioni capaci di crescere ed evolvere nel tempo. Crede che l’innovazione nasca dall’incontro tra linguaggi, esperienze e comunità diverse. Guidata da uno sguardo strategico e da una sensibilità maturata in contesti creativi e ad alto impatto, oggi applica questi strumenti nel sociale con pragmatismo, cura e un’attenzione particolare alle relazioni.

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Da quasi vent’anni CasaOz accoglie bambini e giovani che si trovano in condizione di malattia, disabilità e fragilità, e le loro famiglie. Fondata e presieduta da Enrica Baricco, l’associazione CasaOz si è recentemente trasformata in FondazioneOz al fine di dare forza, sostegno e continuità ai progetti di innovazione e impatto sociale che oggi si concretizzano in CasaOz e nei MagazziniOz.
Nulla racconta il senso di CasaOz meglio delle parole scritte dalla giornalista Annalena Benini:

"Lo spaventapasseri ha bisogno di un cervello, all'omino di latta serve un cuore, al leone codardo manca il coraggio. A Dorothy manca casa sua, vuole tornare nel Kansas dagli zii: quattro pareti al centro del ciclone, un fornello arrugginito, l'armadio per i piatti, il tavolo, le sedie i letti, la botola in mezzo al pavimento e fuori la grande prateria grigia. A ognuno manca qualcosa, a tutti serve un pezzo. Giulia invece, la prima ragazzina che mi viene incontro quando apro la porta di CasaOz, ha tutto ed è già a casa. Questo posto, con le stanze, la cucina e il giardino con le panche è casa, la tovaglia a quadretti sul tavolo lunghissimo, una piccola folla che apparecchia e tra la folla un bambino che grida: tamburo.
A Giulia ridono gli occhi e non le manca niente, perché qui nel regno di Oz qualcuno la aspetta sempre, dalle nove alle sette di sera, e sua madre può respirare, lavorare, infilarsi un paio di scarpe e uscire. Giulia è al sicuro e non è sola. Adesso che sta crescendo le persone di CasaOz sanno che dovrebbe imparare un mestiere, ma in caffetteria ai MagazziniOz non si può perché Giulia pensa troppo all'amore, si innamora di tutto, e al lavoro bisogna mettere qualche barriera fra il cuore e i corpi, serve corazza e concentrazione. CasaOz protegge Giulia e il suo amore per l'amore, ma il futuro arriva velocissimo, manca poco ai diciotto anni e bisogna essere pronti. Giulia nella sua scoperta del mondo, inciamperà sempre nell'aria e nelle parole incerte, ma adesso ha accanto l'omino di latta, lo spaventapasseri, il leone, e tutte le persone in bilico, con il passo sghembo, ammalate per sempre. per un mese, o colpite dalla malattia di un fratello, un figlio: quindi bambini, madri, insegnanti, parenti, amici, volontari che qui prendono e danno forza, bicchieri d'acqua, canzoni, corse con la carrozzina, compiti, riposo e la parola insieme dentro un mondo che non ha la forma della promessa. Persone che sono cadute, accomunate dalla caduta, ognuno instabile a modo suo. Qui però ci si affida, si accetta il conforto e si esce fuori, ma sentendosi a casa. Per i genitori è imparare a esistere senza accorgersene, mentre i figli vivono.
CasaOz non è soltanto un viaggio dentro la malattia dei bambini e lo smarrimento di una famiglia a cui il cielo ha girato le spalle, è il luogo dove la malattia dei bambini sta con naturalezza dentro tutte le altre cose della vita, dei giochi, delle tovaglie a quadretti e di qualcuno che chiacchiera e dice: ehi, come va? Ci prendiamo un caffè?"

Tratto da “La casa dentro la vita” di Annalena Benini per Il Foglio, marzo 2017