Albert eD Io – DIALOGO

Sabato 28 febbraio l’Osservatorio ha assistito allo spettacolo Albert eD Io di Fondazione TRG - Compagnia del Sole - Fondazione Sipario Toscana Onlus

Albert eD Io mette in scena l’incontro tra Albert Einstein e un ragazzino che gioca con regole tutte sue; inizia qui un dialogo fatto di domande sui grandi misteri dell’universo e caratterizzato dalla voglia di entrambi di capire e conoscere.

Iniziate voi. C’è qualcosa che volete diresu questo spettacolo? Di sicuro era molto interessante. Io non mi sono mai sentito una persona in grado di capire certe cose, già la tavola degli elementi, la chimica di base… però con questo modo di spiegare le cose, facendo i paragoni con il bruco, la mela… è tutto molto più semplice. E la gravità: per esempio, nel nostro libro di scienze non è spiegata così: le cose sono scritte. ma non sono spiegate così… Sì, certo. A volte a scuola semplificano i concetti senza dirti che in realtà le cose sono sempre più complesse di come sembrano. 

Io non ho capito una cosa, che cosa c’entra la curvatura dello spazio-tempo con la mela che cade sulla terra?Forse l’ha capito qualcuno di voi e prova a spiegarglielo? Prova a immaginare che ci sia un lenzuolo e che tu abbia una pallina da tennis o un pallone da calcio… pensa che la mela stia cadendo con la velocità di un metro al secondo; cadendo si avvicina al pallone, che è rotondo, e dato che c’è il lenzuolo (che è curvato) la pallina non può fare così ma così e quindi in quel secondo fa più metri. Per spiegarlo più semplice: sulla Terra, quando fai cadere una pallina, la Terra non è tutta uguale, quindi si crea una specie di curva. E succede la stessa cosa col tempo, con lo spazio.Perché se qui c’è la Terra e qui c’è la mela… la mela non cade sulla Terra, si scontra con la Terra. Perché è la curvatura che fa “durare di più” quel secondo, cioè che fa fare più metri alla pallina che cade nello stesso secondo.Capito?

Voi fate degli esperimenti di immaginazione, dei Gedankenexperiment, ci sono momenti in cui immaginate cose strane? Sì, non so se conta, ma io spesso penso una cosa: se non ci fosse stato il Big Bang non ci sarebbe stato niente. E quindi noi adesso cosa saremmo? Cosa avremmo fatto? Già, noi non ci saremmo. Però l’universo non è un pianeta, quindi… però se non ci fosse l’universo non ci sarebbe più niente… noi non ci saremmo. È strano pensare che potremmo non esserci.  Io a volte penso a come sarebbe se io fossi sola al mondo, perché tutti sono morti e sono scomparsi anche i cadaveri, ci sono solo io e gli animali, che però non fanno niente. Non so però se vale come Gedankenexperiment.

Secondo voi… chi era il ragazzino nello spettacolo? Secondo me era Dio… Infatti il titolo dello spettacolo è Albert eD Io, quindi in un certo senso un gioco di parole.  Secondo me era Dio ma anche Albert bambino. Secondo me il ragazzino era un adulto, perché quando cambiava tono di voce non sembrava più un ragazzino, e poi diceva anche “Smettila di chiamarmi ragazzino! Non sono un ragazzino!” Invece secondo me non c’era nessuno: era l’immaginazione di Einstein. Era lui stesso che si immaginava di dover raccontare la sua vita a un’altra persona. Sì, è possibile; a me sembrava anche una sorta di sogno di Einstein… Io a un certo punto mi sono chiesta quale tra i due fosse Einstein, e forse lo erano tutti e due, nel senso che l’Einstein adulto spiegava le cose all’Albert bambino, per capire meglio lui stesso… infatti, a volte, finché non spieghi qualcosa, non la capisci fino in fondo. Un’altra cosa bella dello spettacolo secondo me era che il bambino capiva un sacco di cose in modo molto deciso. Sì, sono d’accordo. Eh, a volte si pensa che gli adulti siano più intelligenti dei bambini. In realtà sanno più cose, di solito, perché le hanno imparate nel tempo. Però per altri versi il cervello del bambino è molto più pronto e rapido nell’apprendere; quando sei piccolo, è più facile imparare le lingue, per esempio. Questa idea emerge bene anche nello spettacolo, no? Sì.

Questo spettacolo vi ha suscitato delle altre domande? Provate a farle e magari ci ragioniamo insieme. Io non ho capito perché il ragazzino doveva fare le domande, in realtà l’adulto poteva spiegarsi le cose anche da solo. Secondo me perché immaginando che Albert parlasse con qualcun altro hanno potuto creare un dialogo anche se era solo in scena. Io avrei ancora una domanda: che cosa c’entra il bruco? Per me è una metafora per spiegare l’orbita… tu quando cammini, vai in avanti, no? Però in realtà, se guardi da fuori dalla Terra, vedi che la Terra è un tondo, come un albero. Io invece non ho capito che cosa c’entrava il calzino bucato con lo spazio-tempo. Secondo me era un modo per creare un momento divertente, per far capire che lo spettacolo non sarebbe stato tutto dedicato a concetti scientifici... Secondo me era anche per far vedere una cosa:, però. Non so, è una mia interpretazione, ma forse voleva far capire che ci sono cose che tu pensi non possano influenzarne altre, invece le influenzano. Ad esempio non pensi che il buco nel calzino potrebbe influenzare il suono del violino, ma era una specie di metafora per dire che nella fisica ci sono cose che ne influenzano e determinano anche se non sapremmo spiegare come accade, perché tante cose non le sappiamo. Come in tutte le cose della vita, alla fine.