Anonimos – DIALOGO E COMMENTI

Sabato 11 ottobre 2025 l'Osservatorio ha assistito allo spettacolo Anonimos all’interno del festival Incanti.

Dialogo

Secondo me parla d’amore. Secondo me del fatto di essere obbligati a fare qualcosa che non ti piace. Secondo me di solitudine: i manichini li faceva lei magari per essere meno sola ma poi si accorgeva che non erano davvero umani e li distruggeva. L’omino di carta la fa sentire non sola ma troppo insieme. Per me parla di tristezza perché quando era sola era triste. Si nascondeva dietro la solitudine costruendo cose che poi distruggeva: a lei non sono mai piaciuti gli uomini. Secondo me parla di confusione emotiva. Sembrava che volesse stare con qualcuno ma avesse paura di non piacere agli altri, così si faceva dei manichini non per esercitarsi ma per avere qualcuno a cui piaci per forza come sei, però poi il manichino era appiccicoso e soprattutto non era umano. Quando ho capito come muoveva i manichini poi mi è interessato meno seguire perché ho perso un po’ di magia.
Voi che cosa fate quando sentite tanta solitudine? Avete delle soluzioni? Io vado da qualche parte dove ci sono delle persone, anche se non conosco nessuno almeno non sono solo. Io chiamo i miei amici che mi mancano. Io pattino. Io mi sdraio sul divano e disegno o penso o scrivo oppure costruisco una casa con i lego. Io immagino cose o leggo libri o disegno. Io spesso mi sento sola perché i miei amici mi abbandonano un po’ e magari sono a casa ma mamma lavora da casa, allora parlo con il mio gatto che so che non mi capisce in teoria ma a me sembra che senta le mie emozioni, tipo che capisca quando sono triste, felice, spaventata, arrabbiata. Io ascolto la musica. Io scrivo. Io leggo o suono. Io vado da un gatto che a volte se lo chiamo mi risponde o se non mi risponde vado dall’altro gatto e se non funziona neanche con lui allora c’è il cane.

Commenti

Chiara, 9 anni
L'idea è molto originale. Mi è piaciuta molto la musica. Nel complesso mi è piaciuto, anche se per me era un po' troppo lungo è stato comunque bello. Mi porto a casa una bella sensazione di leggerezza.

Irene, 11 anni
È stato molto bello vedere l'attrice che manipolava i manichini di carta, la sua agilità e il suo equilibrio nel fare acrobazie e la precisione dei suoi movimenti. Questo spettacolo è molto originale perché non capita molte volte di vederne uno con dei manichini di carta che prendono vita grazie alla bravura dell'attrice. Due piccole cose che per me hanno funzionato meno bene sono che a volte mi annoiavo quando restava troppo tempo a fare sempre la stessa cosa e che in alcuni casi non ho capito il messaggio che voleva trasmettere. Questo spettacolo mi sarà utile anche fuori dal teatro perché mi farà sempre ricordare che la solitudine non è solamente una cosa brutta ma è anche una fonte di ispirazione.

Ludes, 13 anni
Lo spettacolo Anonimus è uno spettacolo di teatro di figura. Io lo trovo bello e interessante anche se preferisco comunque spettacoli di teatro di prosa. L'interprete era una sola, un'attrice che proviene dal circo e questo era molto evidente. Lo spettacolo è stato semplice da comprendere ma allo stesso tempo molto profondo e delicato. Sul palco l'attrice, vestita di nero, utilizzava delle sagome di carta di colore bianco. Anche la quasi totale assenza di oggetti e la luce puntata sempre su di lei hanno reso lo spettacolo coinvolgente. Io mi sono sentita molto coinvolta, lo spettacolo è stato bello e a casa mi sono portata tutta la delicatezza e tutto il trasporto dei gesti dell'attrice. Lo consiglierei ai miei amici più sensibili perchè è una bella esperienza da vivere.

Luz, 12 anni
Mi è piaciuto molto, adoro i passi di danza che ha fatto e come ballava con i pezzi di carta. Secondo me può piacere a tante persone, ma era un po’ ripetitivo. L’inizio mi è piaciuto molto, ma non ho capito bene perché creava gli oggetti con la carta, ma poi li spezzava subito. È stato molto bello, quindi sono molto felice di averlo visto.

Malick, 11 anni
Questo spettacolo mi ha colpito molto per la sua tecnica di rappresentazione, il puppet, un tipo di rappresentazione che non conoscevo assolutamente. Una delle sue particolarità è il fatto che sia un mix di puppet, danza e mimo; non ha una trama vera e propria, ma è un montaggio di varie scene. Ho trovato le varie coreografie dell’attrice/danzatrice molto espressive e belle. Non mi sono sentito molto coinvolto nello spettacolo perché non l'ho trovato molto rivolto verso il pubblico. Mi è piaciuta molto la scenografia e il modo in cui è montata. In generale lo trovo uno spettacolo abbastanza bello. Mi porto a casa varie emozioni e una sensazione di solitudine.

Sofia, 13 anni
Spettacolo interessante che si presta a letture diverse così come varie sono le forme d'arte che si esprimono sul palco. L'attrice in scena è davvero abile nel campo circense e acrobatico ed è molto brava a sostenere uno spettacolo così lungo e intenso da sola. Gli argomenti trattati non sono espliciti, ma si possono cogliere la solitudine, l'amore, la passione, la depressione e la rabbia: emozioni molto forti e tutte diverse tra loro. L'inizio dello spettacolo è per me un po’ lungo e lento, leggermente ripetitivo e mancante di una struttura interna. Molto belli gli effetti speciali, bello che tutto sia fatto con la carta, cosa che crea un'atmosfera un po' magica. Belle le musiche e le luci che si alternano in maniera creativa sul palco. Nel complesso, uno spettacolo buono che consiglierei a chi vuole approfondire il mondo della danza e del circo e a chi piace avere una libera interpretazione delle cose.

Sophie, 7 anni
È uno spettacolo originale, che mi ha colpito perché la protagonista interagisce con dei puppet fatti solo di carta e, un po' come in un mimo, non parla mai. Mi sono piaciuti anche i momenti in cui danza da sola oppure con il puppet di carta. Lo consiglierei e mi piacerebbe vedere altri spettacoli in cui viene usata la carta.

Sveva, 10 anni
Spettacolo bello ma un po' triste. Mi ha fatto capire che quasi mai nella vita si trova la strada
giusta per noi. A volte bisogna fare più tentativi, senza perdere la pazienza.

Viola, 9 anni
Questo non è uno spettacolo come altri: è muto, cioè senza parole, ma è comunque bellissimo perché il modo in cui l’attrice usa il corpo, come si muove è meraviglioso. Quando è cominciato lo spettacolo pensavo fosse noioso ma dopo pochi minuti ho capito che lo stavo adorando. Lo spettacolo secondo me parla principalmente di emozioni, soprattutto della noia della fantasia, e la solitudine (tristezza); parla anche di una ragazza che costruisce dei manichini di carta bianca legati con un filo ad un palloncino nero. In questo spettacolo hanno usato molta carta, per fare i manichini, la neve, la tazzina e la teiera… La mia parte preferita è quando sta da sola, senza manichino. È stato uno spettacolo molto bello.

Vittoria, 11 anni
Ho apprezzato la varietà di espressioni artistiche (teatro, arti circensi e danza) e l'idea di esplorare il concetto di solitudine. Mi è piaciuta la scenografia, in particolare il fatto che fosse fatta di carta. L'attrice era molto espressiva nel trasmettere le diverse emozioni e molto abile nelle acrobazie aeree. Ho faticato a seguire la trama perché non c'era una storia chiara, ma anche poter interpretare il senso dello spettacolo è una cosa che mi è piaciuta.