LE QUATTRO STAGIONI – DIALOGO
Sabato 29 novembre 2025 l'Osservatorio ha assistito allo spettacolo Le quattro stagioni, nuova produzione della Fondazione TRG - Fondazione Unione Musicale
Dialogo
Le quattro stagioni di Pasquale Buonarota, Nino D’Introna e Alessandro Pisci su musiche di Antonio Vivaldi è uno spettacolo senza parole. Spesso, in questi casi, sono molte le interpretazioni possibili. Secondo voi, di che cosa parla? Delle quattro stagioni e della vita di una ragazza. Delle fasi della vita, di una ragazza che cresce. Secondo me anche un po’ del mondo, infatti c’erano persone che raccoglievano la spazzatura: non bisogna sporcare il mondo, che è anche nostro. Lei ci gioca, lo prende in mano. Di quanto veloce passa il tempo.
Che cosa sono le stagioni in questo spettacolo? I periodi della vita. L’alternarsi di come ti puoi sentire quando cresci. Le emozioni che provi durante la crescita: all’inizio sei spensierato perché sei piccolo, poi con il tempo diventi sempre più rigido. Periodi della vita, emozioni, sentimenti. Le diverse personalità che si possono avere. Il cerchio della vita, con le rispettive emozioni ed esperienze che si possono fare. Le stagioni rappresentano anche il passare del tempo: come si cambia crescendo. Da adulta alla fine ha capito tutto il mondo.
Un’immagine che vi è rimasta e pensate vi rimarrà impressa? Quando tolgono la macchina che fa le onde. Quando c’è l’acqua. Quando dopo che è morta torna a correre come quando era piccola. Quando si rialza dopo che si è fatta male. Quando giocava spensierata con la palla. La fine, quando le mettono la maschera. Quando è in spiaggia. Quando il mondo le cade addosso. Quando le due persone mascherate alla fine facevano le nuvole. L’ultima parte, che secondo me è un limbo tra inverno e primavera: anche io con il nuovo anno mi rigenero perché so che inizia a riavvicinarsi l’estate, la speranza. Secondo me infatti lei non muore, è un circolo infinito. A me è rimasto impresso il cane sul monopattino e quando si picchiano per la frutta. La scena finale perché tornava indietro nella personalità. E anche quando si sdraia sul prato che era verticale ma sembrava che fosse sdraiata veramente.
A voi sono nate delle domande? Che cosa rappresentavano le maschere? Come può cambiare una persona nel corso della vita? La sfera che cos’era? La Terra, la Luna, qualcosa di astratto? Perché durante una delle stagioni, credo tra estate e autunno, viene girato il pannello e se ne mostra il lato dietro? Quando lancia la palla dietro il pannello a me è sembrata la luna e quindi per me rappresentava il tempo che passa, ma è una mia interpretazione o era quello che davvero volevano dire? Perché in generale nelle varie stagioni raccolgono sempre spazzatura? Secondo me la spazzatura sono le cose che nella vita vuoi lasciare indietro, ma hai bisogno di fare spazio e toglierle di mezzo. Io ho riflettuto sul cambiamento della ragazza, che cambia molto nel corso delle stagioni: anche io cambierò così tanto? Che significato aveva la scena del cane? Che cosa facevano all’inizio con le maschere? Perché uno spettacolo senza parole? Secondo me perché le vere battute erano nella musica, che così era protagonista. Sì, poi anche per essere capito anche dai più piccoli che certe parole magari non le conoscono mentre la musica possono capirla. E invece Vivaldi era come se parlasse, non so come dire.
Secondo voi qual è la stagione più bella della vita? Secondo me la primavera perché è bello essere bambini, hai tutta la vita davanti e può succederti qualsiasi cosa. Tu pensi solo al gioco. Anche se i piccoli vogliono diventare adulti, poi se ne pentiranno. Secondo me l’estate, che è l’adolescenza, perché sei molto giovane ma hai più consapevolezza e libertà rispetto a quando sei bambino. Secondo me non c’è una stagione migliore intesa come periodo di vita dell’individuo: dipende da come tu prendi il mondo. Anche secondo me non c’è una stagione più importante: tu devi vivere la stagione nel momento giusto, perché se fai in inverno delle cose che dovresti fare d’estate ti sei bruciato una parte della tua vita. Secondo me anche, bisogna godersi ogni momento senza pensare a futuro e passato: ogni stagione ha qualcosa di speciale. Per me l’inverno, perché torni bambino. Secondo me l’estate perché sei ragazzo e hai la vita davanti ma anche ricordi del passato. Anche l’autunno perché sei grande, magari hai figli e devi lavorare, ma anche momenti di libertà in cui puoi divertirti, come nella scena con il cane. Secondo me comunque bisogna vivere bene la vita nel momento in cui c’è.
Ci pensate a quando sarete vecchi? Io penso sempre ai miei amici da vecchi, con la barba, il bastone…. Io a me stessa, mi viene in mente l’immagine di me da vecchia ma poi cerco di non pensarci più perché così mi godo di più quello che sto vivendo. Io penso al carattere che avrò, perché ho dei nonni che non si comportano molto bene e mi chiedo se anche io sarò così. Io quando penso a quando sarò vecchia realizzo che sono già vecchia, ho vissuto oltre 3650 giorni, è un numero incredibile. Io penso a quando avrò dei nipoti e farò di tutto per stare con loro, aiutarli a fare i compiti, e sarò saggia. Aiuterò anche mia figlia. Io non mi immagino esteticamente ma più che altro penso al mio livello di energia, che sarà sempre altissimo, io non sarò mai stanca di andare avanti perché c’è sempre qualcosa di nuovo da vivere. Al massimo se sono stanca dormo dodici ore e riparto.