IL CONTRARIO DI ME

Sabato 23 marzo, l'Osservatorio ha assistito allo spettacolo Il contrario di me - Fondazione TRG, ecco a voi i loro commenti:

Alice, 12 anni
“Il contrario di me” è uno spettacolo che ho trovato bello e nuovo. Mi è piaciuto il fatto che i due cavalli-fratelli litigassero: è stato divertente, anche se a tratti ammetto anche un po' noioso. La scenografia era molto bella come anche i costumi dei cavalli, mentre non ho capito bene che cosa rappresentasse quello della Ragione. Le luci davano la sensazione di un posto ignoto. Si vedeva che il regista conosceva bene la materia dello spettacolo. Mi ha lasciato alcune idee e riflessioni su come possa essere la vita dopo la morte.

Alice, 18 anni
Questo spettacolo è stato particolare, diverso ed unico. Il filo conduttore è stato, inizialmente, un po' difficile da trovare, ma una volta afferrato lo spettacolo ha assunto una grande capacità di affascinare lo spettatore e mantenere la sua attenzione. Ci sono stati, poi, diversi momenti magici, a volte fatti di parole e frasi significative, altre volte di semplici sguardi o movimenti. Credo che questi siano ciò che il pubblico si è maggiormente portato a casa. Ho anche apprezzato la scenografia e la musica dello spettacolo, che hanno aiutato a creare l’atmosfera e trasmettere il messaggio. Gli attori, inoltre, hanno soddisfatto le aspettative che avevo su di loro; hanno fatto uno splendido lavoro. In conclusione consiglio la visione di questo spettacolo a tutti coloro che vogliono portarsi a casa qualcosa di unico.

Bianca, 12 anni
Lo spettacolo è stato bellissimo, mi sono divertita e non mi sono mai annoiata. Gli attori erano davvero bravissimi e mi hanno trasmesso delle emozioni molto forte con tutto quello che dicevano e raccontavano. I costumi erano davvero bellissimi e perfetti con la scenografia che lasciava tantissimo spazio all'immaginazione. C'erano un sacco di messaggi e concetti non tutti immediati, ma chiari se ci si torna sopra a riflettere. Bello l'effetto della luna proiettato nel cerchio, ma non tutte le animazioni mi sono piaciute. Le poche musiche che c'erano erano belle e d'effetto. Nel complesso è stato davvero bello, aveva un ottimo ritmo e non era mai noioso, lo consiglierei. Mi porto a casa il valore, la bellezza e la semplicità di come si possono raccontare dei pensieri di questo spessore.

Camilla, 10 anni

A me piace molto vedere gli spettacoli su questi temi soprattutto perché mi piace sedermi e vedere lo spettacolo al buio. La trama era fatta bene. Gli attori erano molto bravi soprattutto erano bravi ad usare bene il tono della voce. Sono più o meno riuscita a capire lo spettacolo perché alcune cose non riuscivo a capirle. Questo spettacolo mi ha fatto capire che tutti abbiamo i nostri contrari. Soprattutto mi hanno stupito i costumi, erano bellissimi. Mi sono piaciute molto le luci. Lo spettacolo aveva un buon ritmo, nel complesso tutte le parti erano ben coordinate tra loro. Sono tornata a casa molto molto molto felice, lo consiglierei molto volentieri ai miei amici. 

Carlotta, 11 anni
Questo spettacolo porta in scena un vero e proprio discorso filosofico. Tra battute degli attori e momenti di riflessione, a guidare la storia sono due personalità opposte, in contraddizione: siamo cavalli neri o cavalli bianchi? Difficile scegliere, sarà la ragione a farci capire che tutto sta nel trovare un equilibrio. Un tema complesso ma che, attraverso questa storia, riesce a raggiungere anche gli spettatori più giovani.

Chiara, 14 anni

Mi è piaciuto molto; mi affascina sempre ciò che è legato alla mitologia e ad un passato così lontano. In particolare la scenografia, con le dune di sabbia che rappresentavano qualcosa di indefinibile (da una spiaggia a un pianeta extraterrestre), mi ha affascinata molto. Gli attori sono stati molto bravi, le luci erano suggestive e la regia era molto organica. Alcune frasi mi hanno colpita particolarmente portandomi a riflettere sulla mia vita. La teoria della Ragione che guida l’Istinto e la Volontà mi ha colpita molto e in generale le teorie platoniche mi sono sembrate interessanti e stimolanti.

Chiara, 16 anni
Spettacolo bello, aperto a chiunque si interessi di filosofia e chi vuole conoscere un po' quel mondo. Per me è stato un ripasso di ciò che avevo studiato! Consigliato dai 6 anni in su.

Dafne, 12 anni
Questo spettacolo mi è piaciuto molto. Gli attori sono stati molto bravi, le luci erano bellissime e mi è piaciuta molto l’idea di proiettare delle immagini dietro; anche se a volte non erano indispensabili per lo spettacolo ma secondo me un po’ inutili. Anche molto dettagliata e bella la scenografia. La storia era molto originale e significativa. Lo consiglierei a tutti questo spettacolo!

Matteo, 14 anni
Per me trame di questo tipo sono difficili da seguire, ma è una cosa mia: preferisco gli spettacoli di azione. Mi è piaciuta molto la scenografia e anche i costumi bianco e nero. Anche il mondo/luna che gira mi ha molto colpito. Mi porto a casa la meraviglia di un racconto scritto più di duemila anni fa ancora molto attuale.

Sofia, 11 anni
Questo spettacolo è stato molto interessante e raccontava delle cose di cui non tutti i giorni si sente parlare. Ti fa anche immaginare delle cose, più di altri. Io ho visto la tutta la trilogia di spettacoli sulla filosofia e sono stati gli spettacoli più belli che ho visto perchè sono basati sulla filosofia, che comunque non è molto facile anche come materia e apprendimento, e poi non ti fanno mai staccare gli occhi dal palco: è come se ti prendessero e portassero in un viaggio. Trovo che questo spettacolo sia una bellissima rappresentazione dei caratteri.

Sofia, 12 anni
Questo è uno spettacolo che ho apprezzato particolarmente. Personalmente adoro vedere a teatro spettacoli di questo genere e riconosco che il tema dello spettacolo è trattato in maniera accurata e divertente. Ho trovato bellissime le luci e gli effetti sonori: entrambi mi facevano sentire molto coinvolta. I costumi erano appropriati, anche se quello dell’auriga, essendo tendente al bianco, mi ha dato la sensazione che la ragione fosse più legata al cavallo bianco. Lo si potrebbe magari fare di un colore a metà tra i due (un grigio più scuro) oppure  bianco e nero. Uno spettacolo senza dubbio ben strutturato con una trama che funziona bene. Gli attori erano bravissimi, ottima la regia. Da questo spettacolo ho imparato a conoscere meglio il mio carro alato interiore. Sono stata molto contenta di averlo visto e lo consiglierei a tutti!

Viola, 8 anni
Lo spettacolo parlava di due cavalli che erano il contrario l’uno dell’altro: uno era tutto perfetto e l’altro era il caos. La loro sorella era la ragione, cioè decideva cosa fare e cosa no. Il tema dello spettacolo mi ha interessata molto. I cavalli e la ragione aspettavano una persona, ma non so chi, non ho capito. Loro si allenavano a vincere la paura, a stare insieme e a mettere in ordine. Gli attori erano bravissimi, avevano dei bei costumi, quello tutto ordinato era vestito di bianco e invece quello disordinato era tutto nero, li trovavo normali e poi invece ho scoperto che erano affascinanti perché erano vestiti strani, le maglie avevano un collo molto largo e i pantaloni erano a zampa di elefante. La ragione era vestita di bianco, non ho capito bene perché, e aveva una specie di camicia trasparente con il cappuccio. Il cappuccio forse le serviva per ragionare. I cavalli all’inizio e alla fine hanno indossato anche delle maschere che sembravano di carta. I cavalli dovevano tirare un carro alato e aspettavano il cocchiere che non arrivava, forse. Sul palco c’era una specie di luna/spiaggia, una montagnola dove gli attori potevano salire; a volte c’era il rumore del mare. Sulla parete c’erano delle proiezioni della luna e del mare. A volte c’erano musiche a volte suoni e a volte silenzio. C’erano anche delle parti divertenti durante cui si alzavano e si sedevano continuamente oppure litigavano e mi facevano ridere perché dicevano delle cose buffe. Mi sono sentita coinvolta perché gli attori sono passati vicino al pubblico e questo è stato molto molto bello. A casa mi porto la consapevolezza che si può essere diversi e che non bisogna essere per forza tutti ordinati come il cavallo bianco oppure tutti disordinati come il cavallo nero, ma si può essere un po’ è un po’.