P COME PENELOPE

Venerdì 1 marzo l’Osservatorio ha assistito allo spettacolo P come Penelope – Fondazione TRG / Accademia Perduta-Romagna Teatri – ecco a voi i loro commenti:

Carlotta, 11 anni
"P come Penelope" è uno spettacolo il cui titolo può far facilmente immaginare la trama: la protagonista aspetta suo marito Ulisse e intanto, nell'attesa, tesse e disfa il suo telaio… invece, sin dall'inizio, si rivela una versione moderna del mito conosciuto: lo spettacolo è ambientato ai giorni nostri, Penelope è una donna moderna, astuta e pensierosa. Racconta la sua vita in modo divertente, facendo anche piccole riflessioni in un monologo mai scontato. L' attrice è veramente brava, la scenografia è particolare, con luci che illuminano dal basso la scena. Consigliatissimo!!

Alice, 18 anni
Questo spettacolo è stato coinvolgente e innovativo. L'idea generale di dare voce a Penelope in prima persona mi è piaciuta sin da subito, ma ho anche apprezzato, man mano che lo spettacolo proseguiva, l'idea di rappresentarla in chiave moderna. Questo infatti ha permesso al pubblico di capire meglio il suo punto di vista e le sue emozioni, che altrimenti sarebbero probabilmente risultati distanti. La scenografia, poi, funzionava bene, nonostante la sua semplicità o proprio per questo. È stato meraviglioso osservare Penelope superare il cerchio luminoso all'interno del quale era sempre stata rinchiusa e capire, così, il grande significato che esso rappresentava. In generale è uno spettacolo da non perdersi, soprattutto se si sente di avere bisogno di uno stimolo o di un modello per trovare il coraggio di fare quel salto che spesso, nella nostra vita, ci spaventa.

Edoardo, 13 anni
A me questo spettacolo è piaciuto, anche se non sempre ho capito dei pezzi: non perché non conoscevo le parole o non capivo quello che dicesse, ma perché in alcuni momenti del monologo mi annoiavo. Di sicuro questo spettacolo è fantastico, ma io se non ricevo stimoli dopo un po' stacco la spina del cervello. La trama è composta bene e soprattutto mi è piaciuto come hanno deciso di trasformare la storia di Penelope da quella dei greci a quella moderna, originale. L'attrice mi ha trasmesso i suoi sentimenti ed è riuscita a portare avanti un monologo (cosa per niente facile). Mi porto a casa molte nuove conoscenze riguardo a codesto personaggio che nell’epica classica viene sempre citato in breve. La scenografia era molto semplice e multifunzionale.

Sofia, 11 anni
Uno spettacolo epico! Molto bello e interessante. Personalmente adoro vedere spettacoli di questo tipo a teatro e riconosco che questo è uno dei più belli a cui ho assistito. Ho apprezzato particolarmente il fatto di affrontare un argomento epico in una maniera diversa dal solito. Nello spettacolo, infatti, si vedeva la storia dell’Odissea dal punto di vista di Penelope. La storia era inoltre ambientata ai giorni nostri, cosa secondo me molto interessante e stimolo di riflessione. La trama dello spettacolo funzionava molto bene e si vedeva che dietro c’era una regia molto attenta e accurata. In scena l’attrice è stata bravissima: è riuscita a coinvolgere il pubblico ad affrontare molti argomenti, anche se alcuni seri, con comicità e leggerezza. I costumi che Penelope indossava erano adatti allo spettacolo e mi sono piaciuti molto. Bella era anche la scenografia: semplice ma perfetta. Le luci le ho trovate adatte allo spettacolo e anche originali, questo perché c’era una luce sul palco che cambiava colore a seconda della scena. La musica e gli effetti sonori lasciavano immaginare molto bene l’ambiente della storia. Questo spettacolo mi ha permesso di riflettere sulle cose che non ho provato a fare poiché fermata dalla paura. Da questo spettacolo mi porto a casa un po’ più di fiducia in me. Sono contentissima di averlo visto e lo consiglierei a tutti.

Malick, 10 anni
Questo spettacolo ha una trama chiara che rispecchia bene le emozioni provate da Penelope nella sua vita. L'unica e sola attrice è molto brava perché è convinta di quello che dice e si vede che le piace molto quello che fa. La scenografia è semplice ma adatta allo spettacolo. Le luci insieme alla musica sono indispensabili per creare delle pause tra i vari ‘capitoli’. Mi è piaciuta molto la scelta registica di creare delle specie di ‘capitoli’. Questo spettacolo è uno di quelli che mi sono piaciuti di più, perché è semplice e induce a diverse riflessioni.

Beatrice, 15 anni
Ci sono dei personaggi che considero "miei", forse per la loro somiglianza al mio carattere o perché sono collegati a me da un forte valore affettivo. Penelope è uno di questi. La sua storia mi ha sempre affascinata e il suo modo di agire mi ricorda tanto me stessa. Proprio per questa mia tendenza a voler fare mio questo personaggio avevo paura che lo spettacolo differisse troppo dalla mia interpretazione o, peggio ancora, fosse totalmente uguale. Vedere sul palco una versione di Penelope ambientata al giorno d'oggi mi ha reso ancora più palese la modernità del mito, così invece di essere d'accordo o deviare dalla mia interpretazione della storia lo spettacolo mi ha regalato un punto di vista in più per una storia che già sentivo mia.

Emma, 11 anni
Ho riso molto e sono stata colpita dalla capacità dell’attrice di riempire la scena da sola. È stato molto divertente, mi è piaciuto molto. Mi ha fatto riflettere. Poi mi è piaciuto perché c’era solo un’attrice ma era come se ce ne fossero tante, perché la scena era piena.

Chiara, 14 anni
Questo spettacolo, un grande classico raccontato da un diverso punto di vista, mi ha fatto riflettere moltissimo. La prima riflessione (un po’ tirata, forse) riguarda il fatto che se ci sono stereotipi sui tempi antichi, per l’appunto che Ulisse fosse il grande eroe e Penelope solo una donna, si possono cambiare, ma solo se si ha una mente aperta. L’altro pensiero riguarda il fatto che a una madre non interessa cosa farà suo figlio, le basta solo che sia felice. Io mi sono un po’ ritrovata nella Penelope ragazza, la “saggia” un pochetto invidiosa delle altre ragazze che apparentemente sembra che abbiano una vita perfetta, ma in realtà nascondono i loro problemi agli altri. Molto semplice e carina la scenografia costituita da un tubo luminoso che dava molto bene l’idea del non riuscire a superare le proprie paure, posticipando ogni volta azioni che potrebbero aiutarci.