PRENDERE IL VOLO

Sabato 13 aprile l’Osservatorio ha assistito allo spettacolo Prendere il volo Fondazione TRG, uno spettacolo di Drogheria Rebelot - ecco a voi i loro commenti:

Amanda, 11 anni
Mi  è piaciuta molto la trama, la regia, gli oggetti di scena tra cui gli uccelli meccanici e anche la splendida scenografia.

Carlotta, 11 anni
Uno spettacolo per i più piccoli ma che ha molto da raccontare anche ai più grandi. Attraverso tecniche diverse, tutte d'effetto, vengono portati in scena piccoli uccellini indifesi caduti dal nido. Accompagnato da una bellissima musica, il pubblico viene a contatto con questi esserini e la protagonista della storia, una ragazza che, con attenzioni speciali, se ne prende cura e li aiuta a spiccare il volo. Delicato, pieno di tenerezza, magico...la sensazione è di stare dentro una favola.

Irene, 9 anni
La protagonista racconta che quando a 8 anni ha visto un piccolo uccello che cinguettava. Lo raccoglie e lo tiene fino a quando lui non impara a volare, poi lo lascia andare. Fa così anche con altri uccelli. Mentre lei raccontava faceva vedere delle cose, ad esempio un libro pop-up, le ombre cinesi, dei meccanismi carini per muovere le ali, una macchinina per un uccello che aveva le piume non abbastanza forti quindi non riusciva a volare e tanto altro. Questo mi è piaciuto molto. L’attrice era molto brava perché riusciva a parlare, cinguettare e fare altri versi come se stesse parlando. Lo spettacolo era molto chiaro, tranne in un punto in cui non ho capito cosa succedeva ad un uccellino. Le luci mi piacevano perché alcune volte era buio però poi capivo che era per fare gli effetti delle ombre cinesi. C’era poca musica, ma andava bene lo stesso perché c’era l’attrice che parlava e faceva gli effetti sonori. Mi sono divertita e mi ha  molto incuriosita il tema degli uccelli. Sono tornata a casa contenta e lo consiglierei a tutti, ma in particolare a chi ama gli animali.

Margot, 19 anni
In questa messa in scena, tratta dal libro “Prendere il Volo” di Marina Marinelli illustrato da Silvia Molinari e edito da Topipittori, possiamo vedere la protagonista Zazì, interpretata dalla coinvolgente Miriam Costamagna, raccontarci della sua grande passione per gli uccelli.
In una scenografia curata nei minimi dettagli, l’attrice si destreggia con la sua arte, il teatro di figura, per raccontare al pubblico come è nato, e come si è protratto negli anni, il grande amore della protagonista per gli uccelli. Le tecniche rendono la narrazione ancora più dinamica e avvincente, a tal modo che il piccolo spettatore, rapito com’è, si trova a non poter distaccare lo sguardo dalla scena.
È molto interessante il lato educativo che trasmette, sia ai più piccoli che, certamente, ai più grandi. Piccole nozioni di ornitologia vengono accompagnate da aforismi come “mi ha insegnato ad amare ed ad essere libera perché chi ti ama ti fa sentire sempre libera”. Brevi frasi che cercano di instillare un seme di bontà e di giustizia in ogni spettatore. Attraverso la relazione umana e volatile possiamo scoprire la cura e la dedizione che dovremmo riservare agli altri e, anche, a noi stessi. Una storia interessante e travolgente dedicata ai più piccoli, ma che può colpire la sensibilità di chiunque voglia abbandonarsi ad una storia di amore.

Serena, 12 anni
Questo è uno degli spettacoli più belli che io abbia mai visto. La trama era molto bella, tutti gli uccellini avevano storie molto carine. Il tema era anch'esso molto bello: la protagonista salvava sette uccellini caduti dal nido, di cui racconta le storie nel corso dello spettacolo. Questi sette uccellini le hanno insegnato un sacco di cose, molte delle quali la protagonista non si è neanche accorta di stare imparando. L'attrice era molto brava, si riusciva proprio ad entrare dentro la storia. Era tutto molto chiaro, riuscivo a comprendere tutto con facilità. Il messaggio di questo spettacolo era molto bello; Zazì, la protagonista, aiutando gli uccellini ha imparato molte cose: aiutando i più deboli possiamo imparare molte cose da loro, quindi stiamo aiutando anche noi stessi. La scenografia era molto bella. Gli oggetti che erano sul palco erano costruiti da loro, i disegni invece li ha fatti un'illustratrice scientifica acquarellista. Questa illustratrice era davvero molto brava, mi sono innamorata dei suoi disegni. A me è piaciuto in particolare quando usava i cassetti della scrivania con dentro un Leporello. Quei piccoli oggetti erano davvero bellissimi, sembravano degli uccellini veri, sia perchè erano disegnati per sembrarlo, sia perché sembravano dai piccoli organismi delicati che, se trattati bene, diventano belli e forti, se trattati male si rompono in un batter d'ali. I costumi di scena secondo me erano adeguati, ma non speciali come gli oggetti di scena. Le luci erano molto belle, soprattutto quando hanno usato la tecnica del teatro d'ombra. Gli effetti sonori erano molto belli, soprattutto perché era l'attrice che imitava il cinguettio degli uccellini con la bocca. La regista di questo spettacolo è stata molto brava, era tutto molto ben organizzato, e, come lei stessa ha detto: "Creare uno spettacolo del genere non è facile, per unire così tanti linguaggi del teatro non si può pensare prima ad una cosa e poi ad un'altra, bisogna fare tutto contemporaneamente, come farebbe un direttore d'orchestra per creare uno spartito" Mi sentivo molto coinvolta, era molto emozionante, ad un certo punto mi è persino venuto da piangere quando ha raccontato della morte di un uccellino. Questo spettacolo è stato molto bello anche perchè sono stati usati tanti linguaggi del teatro, per esempio il teatro d'ombre, la lettura di un libro pop-up, l'utilizzo di modellini meccanici. Questo spettacolo lo consiglierei a tutti, da 1 a 122 anni, chiaramente a seconda delle esperienze già fatte e dell'età ognuno capisce cose diverse, ma per tutti non risulterà mai noioso, i più piccoli si divertiranno grazie al ritmo ed agli oggetti di scena, i più grandi potranno accedere anche a quello che lo spettacolo fa passare senza dire. 

Sofia, 12 anni
Una bambina di nome Zazì ama gli uccelli e trascorre l'infanzia con loro, salvandoli e prendendosene cura. Questo il tema di “Prendere il volo”, nuovo spettacolo di Drogheria Rebelot prodotto dalla Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani. L'interpretazione dolce e coinvolgente di Miriam Costamagna, attraverso le storie che racconta e con l'aiuto della scenografia antica e incantata di Andrea Lopez Nunes emoziona il pubblico e lo fa sentire parte dello spettacolo. Rappresentazione teatrale interessante e anche istruttiva per il tema affrontato: trasmette nozioni di ornitologia senza però scendere in dettagli che rischierebbero di annoiare il piccolo spettatore. Soprattutto emerge la passione della protagonista per il mondo degli uccelli. La scenografia ispira curiosità per ciò che nasconde. Unico appunto: luci più diversificate potrebbero contribuire a suscitare emozioni più varie. Nel complesso uno spettacolo di grande valore.

Viola, 8 anni
Lo spettacolo mi è piaciuto molto. Trovo che coinvolgesse il pubblico. Le cose erano molto ben fatte, gli oggetti si potevano trasformare in tante cose diverse. Per esempio i cassetti, dentro, avevano delle specie di libri con dei disegni di uccelli, questa cosa mi è piaciuta molto, era molto particolare, non l’avevo mai vista. Poi gli uccelli erano anche ben fatti: erano di carta e si riuscivano anche a muovere. Una delle tante cose belle è che il suono dell’uccello non era registrato, la ragazza che raccontava la storia e faceva muovere gli uccelli faceva anche dei fischi.