K(-A-)O
Al centro dello spettacolo ci sono le emoji, le faccine divertenti e colorate a cui viene delegata l’espressione dei sentimenti nella comunicazione digitale e il dubbio che il loro abuso impoverisca e nasconda le espressioni emotive reali. Se in chat usiamo la faccina che ride a crepapelle, noi ridiamo con lei? E se usiamo quella che versa lacrime copiose? Noi che faccia facciamo per davvero? Ma la vera domanda al centro del lavoro è: come possiamo recuperare i nostri veri sentimenti? In K(-A-)O il coreografo giapponese Kenji Shinohe esplora, attraverso il corpo e le tecnologie digitali, il modo in cui i sentimenti si esprimono sui simboli della tastiera. Uno spettacolo che mette da parte le parole per affrontare il tema attualissimo della “comunicazione superficiale”, creata dalle nuove tecnologie e usata in particolare - ma non solo - dalle giovani generazioni.
Dagli 8 anni
Fondazione Sipario Toscana La Città del Teatro
Di e con Kenji Shinohe
Luci Cristina Fresia
Premio Eolo Awards 2025 per l’uso creativo dei diversi linguaggi della scena
"Siamo qui di fronte ad un assolo che indaga, con sublime ironia e leggerezza, gli stilemi della comunicazione moderna, l’eccessivo uso degli emoji, e l’appiattimento della comunicazione interpersonale attraverso l’eccesso di stimoli mediatici. In uno spazio vuoto, con un semplice tavolo sulla destra e pochi elementi che nel corso dei 40 minuti di spettacolo invaderanno la scena, tutto è affidato al corpo ed alla mimica di Kenji Shinohe, che mostra un controllo millimetrico del proprio corpo e della mimica facciale, capace di rendere i gesti elementi drammaturgici e non meri movimenti accessori. L’uso sapiente del corpo, nonché dei ritmi di evoluzione della coreografia, rende la visione quasi ipnotica. Ed è senza dubbio utile rintracciare, all’interno di un festival dedicato alla drammaturgia contemporanea come Hystrio, momenti dedicati alla pura drammaturgia fisica e coreografica. “K(-A-)O” ne rappresenta un esito efficace, che analizza con semplicità e perfino il sorriso un tema complesso come il depauperamento della comunicazione e della lingua, nonché della solitudine dovuta a tale difficoltà comunicativa, relegata a smiles, like, emoji ed unlike. “Se in chat usiamo la faccina che ride a crepapelle, noi ridiamo con lei?”.
KLP - Roberto Simonte (9 ottobre 2025)