Pinocchio
Un bambino come tutti gli altri
Ma cosa significa davvero essere un bambino per bene? E cosa vuol dire essere un bambino come tutti gli altri? Se a porsi queste domande è il Pinocchio portato in scena da un attore con la sindrome di Down, allora la storia che conosciamo potrebbe prendere una piega diversa, più intima, più vera.Pinocchio è energia pura, irrefrenabile, curioso, disobbediente, ma con un grande cuore. Il suo è un viaggio di crescita e consapevolezza, una corsa verso l’autonomia. Sì, forse è proprio questo il desiderio più profondo del nostro Pinocchio – Fabrizio: diventare autonomo, crescere, scegliere da solo chi essere. Ma come resistere alla tentazione del Gran Teatro dei Burattini? Come non lasciarsi affascinare da animali parlanti, da promesse miracolose e da un campo in cui, forse, gli zecchini d’oro possono davvero fiorire?A duecento anni dalla nascita di Collodi, Tonio De Nitto porta in scena il capolavoro Pinocchio, in una riscrittura a quattro mani con Fabrizio Tana, attore e autore con sindrome di Down, per indagare e forse confutare – con dolcezza e profondità – il tema del desiderio di essere come gli altri.“Voglio essere un bambino come tutti gli altri!” diventa allora una domanda aperta, una sfida, un invito a riconsiderare cosa significhi normalità, e cosa significhi davvero crescere.
Fondazione TRG/Factory Compagnia Transadriatica/Accademia Perduta-Romagna Teatri
Uno spettacolo di Tonio De Nitto
Con Antonio Guadalupi, Luca Pastore, Benedetta Pati, Fabrizio Tana
Drammaturgia Tonio De Nitto e Fabrizio Tana
Musiche Paolo Coletta
Scene Iole Cilento - Assistente scenografa Cristina Zanoboni
Costumi Lapi Lou - Sarte Ana Romano, Maria Rosaria Rapanà
Luci Davide Arsenio - Suono Graziano Giannuzzi
Regia Tonio De Nitto