QUADROTTO e TONDINO

Lunedì 8 febbraio, 1 marzo ore 9.30 e ore 11.00 (primo appuntamento)
Lunedì 22 febbraio e 8 marzo ore 9.30 e ore 11.00 (secondo appuntamento)

Scuole dell'Infanzia
Di e con Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci

Il laboratorio si comporrà di narrazioni, musica, canzoni, dialoghi e giochi interattivi.
Partendo dalla considerazione che lo strumento digitale non permette un vero e proprio contatto tra i conduttori e la classe, si cercherà di ampliare soprattutto la parte di interazione e di gioco che la diretta e il mezzo consente.

Ogni classe riceverà un PODCAST della storia e una SCATOLA GIOCO, in modo da mettere in comunicazione l’esperienza virtuale con quella reale.

La storia delicata di un quadrato bambino di nome Quadrotto, venuto al mondo per curiosità e dalla curiosità spinto a conoscere e ad esplorare il mondo: un mondo quadro, che parla e si muove come lui. Di notte incontra la luna, così tonda, così bella, ma così lontana che per conoscerla bisognerebbe saper volare. E proprio a questo punto che Quadrotto incontra Tondino; i due si rendono subito conto che non è affatto facile fare amicizia con chi parla un altro linguaggio ed è così diverso da te. Sarà una tempesta a mescolare le loro forme e i loro suoni. Da quel momento nascerà un mondo nuovo, così speciale da poter realizzare ogni desiderio. Anche quello di incontrare la Luna.

È il racconto di un’amicizia costruita passo dopo passo, nel confronto fra forme acute e tonde, nell’ascolto di suoni curvi e spigolosi, nell’incomprensione e nell’intesa. Così, quando una tempesta di vento scompiglia limiti e ostacoli che si ritenevano inconciliabili, i due protagonisti si trovano a costruire insieme un mondo nuovo, pieno di forme e suoni contaminati. Un prezioso aiuto ai due protagonisti arriverà loro dai bambini, chiamati a entrare nella storia, tramite una scatola gioco, per rendere visibile l’invisibile. Solo allora Quadrotto e Tondino capiranno come unire le loro forme per riuscire a volare e cercare insieme la luna.

I due mondi, quello quadro e quello tondo, sono anche linguaggi che si confrontano al limite dell’incomunicabilità prima di fondersi in un volo avventuroso e meraviglioso. Le parole dei protagonisti sono “suoni assurdi”, letteralmente “da sordi”, “suoni stonati” prima di trovare l’accordo di un senso condiviso che renda quei suoni dialogo e concerto.

Questo percorso ha risvolti giocosi e divertenti, ma è anche la storia di molte solitudini, di molte diversità che si arrendono alla “definizione delle differenze” e rinunciano alla luna. Gli spettatori bambini, grazie alla concretezza della scatola-gioco, intervengono nel nostro racconto come divinità ex-machina: combinano le varie forme sospinte dal vento e lo fanno nel loro spazio reale. Entrano nel racconto, dunque, e possono farlo perché i bambini conoscono quella strada che noi giudichiamo spesso assurda o incredibile, che è la via del gioco e dell’immaginazione. Il loro sguardo include l’impossibile nel possibile. I bambini sono “compositori”.

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