RISVEGLIO DI PRIMAVERA

Wedekind scrisse Risveglio di primavera, il cui sottotitolo è Tragedia di fanciulli, nel 1891, un’epoca in cui parlare dell’età della scoperta della sessualità era considerato tabù, tanto da andare incontro alla censura per molti anni. Da allora in poi non si poterono più ignorare i turbamenti adolescenziali portati dalla discrepanza tra crescita dei corpi e immaturità psicologica. Fu codificata l’età della socialità di gruppo, dei complessi di inferiorità, delle paure e delle speranze sempre condivise con i coetanei, specchio e cassa di risonanza dell’interiorità del singolo.
Nel contesto borghese perbenista della Germania di fine ‘800, un gruppo di quattordicenni, rigorosamente tenuti all’oscuro delle dinamiche della sessualità e dell’interazione affettiva, scoprono, ognuno in modo diverso, pulsioni, desideri e perversioni. In una società repressiva, che pretende di veder sfociare l’infanzia direttamente nella maturità adulta, nessuno di loro vive il cambiamento in modo sereno e le singole tragedie diventano un dramma collettivo.

Un allestimento giovane di un’opera che pare contemporanea, un andamento vorticoso con dei vertici di pathos elevatissimi e un lavoro di grandissima sincronia e precisione. I Potenziali Evocati Multimediali inquietano, coinvolgono in una tragedia che si fa corpo comune, accompagnano attraverso uno svolgersi sempre coerente, che si sviluppa nel presentimento e sfocia nel dramma. Una compagnia che merita di essere conosciuta.
Giovani e Adulti

Potenziali Evocati Multimediali
Di Frank Wedekind
Regia Gabriele Vacis
Scenofonia Roberto Tarasco
Con Andrea Caiazzo, Lucia Corna, Lucia Raffaella Mariani, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Letizia Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera