SE MI AMY

ANFITEATRO
Con il sostegno di
RADIX Svizzera Italiana e Festival Internazionale di NARRAZIONE di ARZO

Compagnia Anfiteatro
Michele Ciarla
micheleanfiteatro@gmail.com - cell. (+39) 338 3722657
anfiteatrosede@gmail.com - cell. 320.888 4755
Scritto ed interpretato da Naya Dedemailan
Scene di Bruno Freddi
Musiche di Amy Winehouse
Regia Roberto Anglisani
Fascia d'età:
Scuole Secondarie di II grado - Dai 14 anni

E’ la storia di ELEN e ALAN, due adolescenti, che si ritrovano a lottare contro le proprie “dipendenze”.
Una battaglia di cadute e ricadute, con piccole vittorie e cocenti delusioni, un taglio drammatico con momenti di ironia.

Lo spettacolo, raccontato in prima persona dalla ragazza, è uno spaccato della sua vita insieme alle sue riflessioni come donna, intrecciato con la parabola tragica della cantante AMY WINEHOUSE, perché era la sua musica quella che ELEN ascoltava, sino alla morte dell’artista a soli 27 anni proprio per overdose da alcool.

Come due treni che percorrono binari diversi ma paralleli, le loro storie s’incontrano, s’intrecciano e si confondono. Spesso la storia di queste vittime si assomigliano quasi tutte, incredibilmente, perché alla base c’è sempre la stessa FRAGILITA’. Il testo con un linguaggio secco, moderno e giovanile, si caratterizzerà per un approccio umano, non moralista mostrando fatti ed episodi della vita di ELEN ed ALAN.

Ho accettato di fare la regia dello spettacolo “Amy ”, perché affronta il problema del consumo di alcool nei giovani. Credo nella forza e nell’efficacia del linguaggio teatrale per parlare ai giovani. Perché il teatro non spiega, ma fa vivere una situazione in modo diretto, forte, che colpisce il cuore e poi, dopo, ti permette di fermarti a riflettere . Ci si affida alla storia di una ragazza per parlare di quello che può accaderci, prima per gioco e poi via via diventare incubo.
Ho scelto di lavorare utilizzando il linguaggio della narrazione teatrale. Un linguaggio che mi permette di far vedere quello che accade usando solo la parola e il corpo dell’attrice in scena. Voglio far nascere nella mente degli spettatori una specie di film, che lo obblighi ad usare le proprie immagini, quelle che ha accumulato durante la sua vita, per immaginare personaggi, luoghi, situazioni, vicende. Questa condizione lo predispone all’apertura, a lasciarsi andare, ad entrare in empatia con i personaggi della storia e quindi ad emozionarsi per il loro destino.                    

Roberto Anglisani                                                                                                                      

APPROFONDIMENTI:

Scheda didattica
Note di regia
Note dell’autrice
Rassegna stampa

 

 

 

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